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L’acqua, l’uovo e il vino

Ti svegli, un orario non molto compatibile con alte attività intellettuali, ma ti tocca, c’è lezione. Ma c’è anche manifestazione, cosa che non hai calcolato, quindi trafelato arrivi in classe e con le palpebre che si chiudono provi a seguire la lezione di economia in inglese, cosa che per fortuna riesci a fare grazie all’argomento stimolante, ma non sei proprio al 100% della forma: ogni tanto tra una “propagation function” e l’altra ti pareva di vedere proiettato il tuo dolce letto. Letto che non hai fatto a meno di sognare nelle due ore di lezione successive, giusto la pausa per un panino con la tua compagna di disavventure universitarie.

Finito? Macché. C’è la laurea di uno dei tuoi migliori amici. E allora corri per non perdertela, è alle 15, hai tutto il tempo, ma giustamente ti perdi per i meandri di una facoltà di giurisprudenza con tante di quelle scale che nemmeno il palco del Festival di Sanremo. Hai portato anche la macchina fotografica, perché certi momenti vanno immortalati per bene, mica puoi far fare al fotografo ufficiale.

Quando finalmente scopri qual è l’orario di discussione del tuo amico (9° su 11), hai due ore con cui fai un po’ di public relations, che non fanno mai male. Intanto, ti sei dimenticato l’acqua, quindi sfrutti la pausa per soddisfare la sete e ti finisci una bottiglietta in cinque minuti, roba da congestione. Bene, dici, ora sono pronto. Discussione, proclamazione, cori d’ordinanza, c’è tutto.

Laurea che vai, però, usanza che trovi: dopo il brindisi nei chiostri, vai ai giardini della Guastalla e dopo varie peregrinazioni viene scelto l’albero per leggere il famoso “papiro”, dove l’amico vestito in maniera imbarazzante deve bere ad ogni errore. Questa però è una variante più sofisticata: comprende anche il lancio di uova, farina e amenità varie.

E, giustamente, il vostro poteva non essere colpito, benché a ben 2 metri di distanza dal malcapitato e posto lateralmente per fare le foto, dal primo uovo, che si frantuma sull’albero e finisce tutto sulla sua amata macchina fotografica? Non fai nemmeno in tempo ad accorgerti di quel che è successo, tutto è troppo rapido: lo shock per la tua amata compagna d’avventure però è talmente forte che si impone un soccorso immediato. Ti fiondi sulla prima 94 e torni a casa.

Scleri e smadonni per tutto il tragitto, arrivi, ti fiondi subito in bagno e con una spugnetta inumidita la pulisci con tanto amore. Lei è contenta e sana e salva, tu pure. Il tempo di riprendersi dalla shock e ti dirigi verso il ristorante per la cena. Là prendi posto e ti ritrovi una caraffa di vino. Si brinda. Una, due, tre, più volte. Poi finalmente compi l’ultima fatica: torni a casa a piedi.

Milano è così bella la sera, che passeggiare dopo la mezzanotte per le viuzze solitarie dove il traffico non arriva ti fa sentire finalmente in pace con il mondo e con te stesso. Entri in casa, ti svesti e in camera trovi lui, che ti aspettava da tutto un giorno. Il letto. Good night, bella gente, anche oggi abbiamo riempito la vita con un po’ di colore e scacciato la noia dal mondo.