wikimafia

Qui non si lotta per interesse

In una delle mie svariate conversazioni con chi cerca di convincermi a “tornare” (come se me ne fossi andato da qualche parte), è emerso un argomento curioso: “ma ti conviene davvero portare avanti WikiMafia? Potrebbe danneggiarti politicamente.” Santa pace: restar fedeli ai miei ideali di libertà, democrazia, giustizia sociale, pace, solidarietà, lavoro senza sfruttamento e sapere accessibile a tutti, mi potrebbe danneggiare.

Faccio presente che quando ho ideato WikiMafia l’ho fatto perché non tutti possono permettersi di comprarsi libri (seri) sull’argomento, non tutti hanno gli strumenti culturali per comprenderlo, non tutti hanno la fortuna che ho avuto io di poter andare all’università, di seguire un corso di sociologia della criminalità organizzata con dalla Chiesa, laurearmi e frequentare due Summer School sul fenomeno mafioso. Soprattutto: non tutti hanno i soldi per permettersi corsi di perfezionamento post-universitari, corsi di formazione, convegni etc. etc..

Il nostro obiettivo con WikiMafia (mio e di Francesco Moiraghi, brillante 18enne co-fondatore) è rendere accessibile a tutti un fenomeno complesso, fornendo una “formazione” antimafiosa di qualità a costo zero per gli utenti. Cosa che è perfettamente coerente con i miei ideali, perché, come diceva Gramsci, “la cultura è lo strumento con cui gli operai possono ribellarsi ai padroni“. Cosa che vale anche per i cittadini nei confronti dei mafiosi che spadroneggiano su interi territori (soprattutto qui al Nord).

Per altro, non penso che WikiMafia mi possa danneggiare più di quanto non abbiano fatto le mie battaglie di coerenza su Qualcosa di Sinistra e, soprattutto, rendendo terribilmente attuale la figura di Enrico Berlinguer, con la web-community più grande d’Italia dedicata ad un leader politico scomparso da oramai quasi 30 anni.

Se non volevo “danneggiarmi politicamente”, facevo un sito dedicato a Bettino Craxi, incensavo ad ogni giro di boa il leader vincente di turno alle primarie del PD, a 18 anni continuavo a “imbustare lettere” per i DS, “così prima o poi un posto in lista esce pure per te” etc. etc.

Se lottassi per interesse (posto che a mio avviso si lotta solo per ideali e al massimo si difendono interessi), avrei fatto scelte decisamente diverse nella mia breve vita. E, benché poi la storia m’abbia dato sempre puntualmente ragione, ho perso tutte le battaglie. Tranne quella fondamentale con il mio specchio, ogni mattina. La più importante. Quella decisiva per vincere la guerra contro quelli che ogni giorno lavorano per negare un futuro più bello e una società più giusta a questo paese.

Diceva Montale: “A questo mondo si può esser solo farciti o farcitori“. A me, non me ne vogliano gli amici che mi consigliano in buona fede, la vocazione del panino non è mai venuta.

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