pierpaolo farina

Gli occhi che brillano

Sono appena tornato da casa Bianchi, un noto avvocato milanese che da 23 anni a questa parte ogni giovedì apre la sua casa a dibattiti, spettacoli e tanto altro. Tant’è che questo appuntamento culturale settimanale gli è valso anche l’Ambrogino d’Oro, la massima onorificenza della città di Milano. Io, assieme a Martina (intesa come Panzarasa), Valeria Biasco e Martina (intesa come Mazzeo) eravamo lì in qualità di studenti di Nando dalla Chiesa e come rappresentanti dei rispettivi progetti (Martina M. per Stampo Antimafioso, io per WikiMafia, Valeria per OndAntimafiosa).

Ad ogni Giovedì, mi è stato detto, non manca mai Giorgio Galli, grandissimo professore di storia, oramai in pensione (e a cui devo anche un pezzo della mia formazione storica). Vedermelo quindi là, in prima fila, ad ascoltarmi, è stata un’emozione assoluta. Ma la cosa più bella è avvenuta alla fine del dibattito.

Si è avvicinato a me, stringendomi la mano, e mi ha detto: “Bravo, bravo! Quando parla, è bellissimo, perché i suoi occhi brillano. Eppure, quando è in silenzio, i suoi occhi sono tristi. Li faccia brillare, perché è un peccato…

Sì, mi rendo conto di avere un’aria decisamente malinconica, quando sto zitto. Fa parte del carattere. Era una cosa che rimproveravano anche a Enrico Berlinguer.

Nessuno, prima d’ora, mi aveva detto che i miei occhi, quando parlo delle cose che faccio, brillano. Detto da un’autorità come Giorgio Galli, direi che per questa settimana ho raggiunto il mio apice di felicità (dopo le tante delusioni).

P.S. A proposito di cose brillanti. Per gratificare l’operato del mio socio in WikiMafia, Francesco Moiraghi, di anni 18, ho fatto sapere alla platea che ancora 17enne si è messo a sbobinare il Maxiprocesso e ha costruito la più grande sezione al riguardo mai fatta al mondo. E’ stato l’applauso più grande.