Ricordate: i fiori secchi non fioriscono

Mentre mi appropinquo con fare sommesso e a piccoli passi al gran traguardo, conciliando una marea di altri impegni e cercando di accontentare tutti quelli che mi vogliono in giro per l’Italia (e non posso sempre), vedo che si moltiplicano le iniziative autoreferenziali di quelli che si ricordano Enrico Berlinguer (se va bene) una volta ogni cinque anni.

E mi fa un po’ triste vedere che l’età media dei partecipanti è sopra i sessant’anni, quasi a voler confermare il teorema di Veltroni all’inizio del suo film. Però chissà come mai, quando li si organizza noi, abbiamo anche i quattordicenni che vengono a sentire chi è Enrico Berlinguer (cfr l’oramai celeberrima Clara per chi mi legge con costanza).

Ho visto anche che si sono iscritti a enricoberlinguer.it un po’ di utenti con indirizzo email @casaeditrice.it, quindi per precauzione ho messo i sigilli al DataBerlinguer (prima che vengano fuori altri istant book copia-incollati da noi come nel 2011 con Aliberti, che sbagliarono a copiare e poi mi mandarono una mail per chiedermi se quel che avevano copiato era l’intervista originale oppure no. Just for information, ce l’ho ancora conservata).

Se ora lor signori vogliono fare copia-incolla, sappiano che da allora ho apportato un po’ di micro-modifiche ai discorsi che trovate (minimali, che non alterano il contenuto, ma che mi consentono di verificare chi copia). Solo chi, come il sottoscritto, ha digitalizzato centinaia di discorsi di Berlinguer si accorge della differenza. E così, giusto per farvi ammattire, ho sballato anche un attimino le date.

Che ne siate consapevoli, rimarranno tali fino alla fine delle celebrazioni del trentesimo. Perché scemi una volta sì, due volte no. E voi, affezionatissimi lettori, ricordate: i fiori secchi non fioriscono. Al massimo, possono ornare il salotto, se la composizione floreale è particolarmente bella.