La vocazione del panino

Diceva Eugenio Montale che a questo mondo si può essere solo farciti o farcitori. Sarò fatto male, ma a me la vocazione del panino non è mai venuta. Per questo non sono solito salire sul carro del vincitore e me ne sono sempre fregato di equilibri o ipocrisie tipiche di certi salotti, che infatti non mi amano. Il disamore è ricambiato (l’odio no, non sono così importanti da meritare un sentimento tanto prorompente e nobile).

In questi mesi mi sono reso conto di essere stato parecchio usato e anche preso in giro. Una telefonata mi ha aperto gli occhi. Ci tengo solo a far sapere a Lor Signori che ci considerano “ragazzini” che noi saremo anche “ini” ma abbiamo fatto più noi in cinque anni che loro in trenta per Enrico Berlinguer. E basta confrontare quel che si è fatto cinque anni fa per i 25 anni, quando noi esistevamo da 5 mesi, e quello che stanno facendo oggi, con noi che superiamo i 412mila iscritti, per avere la controprova.

E’ straordinario vedere come gente che ha sempre disprezzato Berlinguer ora sia costretta a commemorarlo. Almeno fino al 15° di Craxi, si intende, che ricorrerà a gennaio. Già questa è una grande vittoria, anche se pensavo avessero più decenza nel ripostiglio.

Quel che abbiamo fatto (e che volevamo fare e non faremo) non è stato molto apprezzato: amen, amici come prima. Certa gente necessita lezioni di stile per imparare l’educazione. Certo, son messi proprio male se devono prenderle da dei “ragazzini”.